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  • Tachifludec Menta 10 Bustine

    7,80

    Angelini realizza, commercializza e distribuisce prodotti per la salute e il benessere delle persone. Essere vicino alle persone e soddisfarne le esigenze quotidiane con prodotti efficaci e affidabili, di elevata qualità, di grande diffusione e accessibilità, garantendo un costante e tangibile benessere è la missione di Angelini. Il suo obiettivo si concretizza in una visione chiara: essere la scelta spontanea nell’ambito della salute e dello star bene quotidiano.

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    COD: 34358073 Categorie: ,

    DENOMINAZIONE
    TACHIFLUDEC POLVERE PER SOLUZIONE ORALE GUSTO MENTA.

    CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
    Analgesici/Paracetamolo, associazioni.

    PRINCIPI ATTIVI
    Paracetamolo 600 mg, acido ascorbico 40 mg e fenilefrina cloridrato 1 0 mg (pari a fenilefrina 8,2 mg).

    ECCIPIENTI
    Saccarosio, acido citrico anidro, sodio citrato, amido di mais, sodio ciclamato, aroma menta, saccarina sodica silice colloidale anidra.

    INDICAZIONI
    Trattamento a breve termine dei sintomi da raffreddore ed influenza, i nclusi il dolore di entita’ lieve/ moderata e la febbre, quando associati a congestione nasale.

    CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
    Bambini al di sotto dei 12 anni.
    Ipersensibilita’ ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
    Pazienti che assumono beta-bloccan ti.
    Pazienti che assumono antidepressivi triciclici e quelli che assumono o hanno assunto nelle ultime 2 settimane inibitori delle monoammino ossidasi.
    Pazienti con asma bronchiale, feocromocitoma, glaucoma ad angolo chiuso, o che assumono contemporaneamente altri medicinali simp atico mimetici.
    Pazienti affetti da insufficienza epatica o renale, di abete, ipertiroidismo, ipertensione e malattie cardiovascolari.
    I prodotti a base di paracetamolo sono controindicati nei pazienti con manifesta insufficienza della glucosio-6-fosfato deidrogenasi ed in quelli affetti da grave anemia emolitica.
    Grave insufficienza epatocellulare.

    POSOLOGIA
    Adulti e bambini al di sopra dei 12 anni: 1 bustina ogni 4-6 ore e fin o ad un massimo di 3 bustine nelle 24 ore.
    Il medicinale non deve essere usato per piu’ di 3 giorni consecutivi.
    Bambini al di sotto dei 12 anni: il farmaco non e’ raccomandato.
    Sciogliere il contenuto di una bustina in un bicchiere d’acqua calda o fredda e dolcificare a piacimento.
    Una volta sciolto il medicinale da’ luogo ad una soluzione opalescente di colore bianco, priva di particelle estranee e dal sapore di menta.

    CONSERVAZIONE
    Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C.
    Conservare nel contenitore originario per proteggere il medicinale dall’umidita’.

    AVVERTENZE
    I pazienti devono essere avvisati di non prendere altri medicinali con tenenti paracetamolo in quanto dosi elevate di paracetamolo possono causare reazioni avverse gravi.
    Evitare il consumo di alcool durante il trattamento.
    Il pericolo di sovradosaggio e’ infatti maggiore nei pazienti con problemi epatici.
    Invitare il paziente a contattare il medico prima di associare warfarin o qualsiasi altro farmaco.
    E’ sconsigliato l’uso del prodotto se il paziente e’ in trattamento con antiinfiammatori.
    Fare attenzione prima di usare il prodotto in pazienti con ingro ssamento della ghiandola prostatica o malattie vascolari occlusive.
    Non superare la dose consigliata e non somministrare per oltre 3 giorni consecutivi.
    Il farmaco contiene: 6 mmol di sodio per bustina.
    I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi -isomaltasi non devono assumere questo medicinale.
    I pazienti con diab ete devono prendere in considerazione il contenuto di saccarosio all’interno del farmaco quando assumono piu’ di 2 bustine al giorno.

    INTERAZIONI
    L’effetto epatotossico del paracetamolo puo’ essere potenziato dall’as sunzione di altri farmaci attivi sul fegato, come la zidovudina e l’is oniazide che possono produrre una inibizione del metabolismo del parac etamolo.
    La somministrazione di probenecid prima di paracetamolo dimin uisce la clearance del paracetamolo e l’eliminazione urinaria del para cetamolo solfato e paracetamolo-glucoronide, e aumenta l’emivita del p aracetamolo stesso.
    Usare con estrema cautela e sotto stretto controll o durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l ‘induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sos tanze che possono avere tale effetto.
    Il paracetamolo aumenta l’emivit a del cloramfenicolo.
    Il prodotto assunto in dosi elevate puo’ potenzi are l’effetto degli anticoagulanti cumarinici.
    Metoclopramide e domper idone possono aumentare l’assorbimento del paracetamolo, mentre esso e ‘ ridotto o ritardato rispettivamente dalla colestiramina e dagli anti colinergici.
    La fenilefrina puo’ antagonizzare l’effetto dei farmaci b eta-bloccanti ed antiipertensivi e puo’ potenziare l’azione degli inib itori delle monoaminoossidasi.
    L’uso contemporaneo della fenilefrina c on gli antidepressivi triciclici o le amine simpatico mimetiche puo’ a umentare il rischio di effetti di tipo cardiovascolare.
    La fenilefrina puo’ interagire con la digossina e con glicosidi cardiaci aumentando il rischio di aritmia o infarto, e con gli alcaloide aumentando il ris chio di ergotismo.
    L’acido ascorbico puo’ aumentare l’assorbimento del ferro e degli estrogeni.
    L’acido ascorbico e’ metabolizzato ad ossala to, e puo’ potenzialmente causare nei pazienti di iperossaluria e calc oli renali attraverso la cristallizzazione dell’ossalato di calcio nei pazienti che tendono a formare calcoli di calcio.
    La somministrazione di paracetamolo puo’ interferire con la determinazione della uricemia e con quella della glicemia.
    L’acido ascorbico puo’ interferire nella misurazione dei parametri ematochimici e urinari.

    EFFETTI INDESIDERATI
    Classificazione per Sistemi ed Organi.
    La frequenza e’ cosi’ definita: molto comune (>=1/10), comune (da >=1/100 a <1/10), non comune (da >= 1/1000 a <1/100), raro (da >=1/10.000 a <1/1000), molto raro (<1/10.00 0), non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dat i disponibili).
    Patologie del sistema emolinfopoietico.
    Raro: agranulo citosi, leucopenia, trombocitopenia; Non nota: anemia.
    Disturbi del si stema immunitario.
    Raro: reazioni allergiche, reazioni da ipersensibil ità, anafilassi; non nota: shock anafilattico.
    Disturbi del metabolism o e della nutrizione.
    Comune: anoressia.
    Disturbi psichiatrici; molto raro: insonnia, nervosismo, ansia, irrequietezza, confusione, irritabi lita’.
    Patologie del sistema nervoso; molto raro: tremore, capogiro, c efalea.
    Patologie dell’occhio; non nota: midriasi, glaucoma acuto ad a ngolo chiuso.
    Patologie cardiache; raro: tachicardia, palpitazioni.
    Pa tologie vascolari; non nota: ipertensione.
    Patologie respiratorie, tor aciche e mediastiniche.
    Raro: broncospasmo; non nota: edema della lari nge.
    Patologie gastrointestinali.
    Comune: nausea, vomito; non nota: di arrea, patologia gastrointestinale.
    Patologie epatobiliari.
    Raro: funz ione epatica anormale; non nota: patologia epatica, epatite.
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.
    Rara: eruzione cutanea, angioe dema; non nota: necrolisi tossica epidermica, sindrome di Steven Johns on, eritema multiforme o polimorfo.
    Disturbi renali e urinari.
    Molto r aro: nefrite tubulointerstiziale (dopo uso prolungato del paracetamolo a dosi elevate); non nota: insufficienza renale aggravata, ematuria, anuria, ritenzione di urina.
    La segnalazione delle reazioni avverse so spette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ impor tante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto benefi cio/rischio del medicinale.

    GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
    In donne in gravidanza non ci sono controindicazioni con l’uso del par acetamolo quando usato nelle dosi consigliate.
    I dati relativi all’uso della fenilefrina in gravidanza sono limitati.
    La vasocostrizione dei vasi uterini e la riduzione del flusso ematico a livello dell’utero a ssociata all’uso di fenilefrina puo’ dare luogo a ipossia fetale.
    L’us o della fenilefrina in gravidanza deve essere evitata.
    Acido Ascorbico : l’uso in gravidanza e’ raccomandato solo quando il beneficio supera il rischio.
    Il paracetamolo e’ escreto nel latte materno ma in quantit a’ clinicamente non significative.
    Fenilefrina: l’uso deve essere evit ato durante l’allattamento.
    L’acido ascorbico e’ escreto nel latte mat erno.
    L’uso del medicinale non e’ raccomandato durante la gravidanza e l’allattamento.
    Non ci sono evidenze che indicano effetti del paracet amolo sulla fertilita’ maschile e femminile alle dosi comunemente usat e.

     

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